{"id":10,"date":"2012-09-28T13:01:00","date_gmt":"2012-09-28T11:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/creflatte.izsler-wp.glauco.it\/aflatossina-m1\/"},"modified":"2023-06-28T17:00:26","modified_gmt":"2023-06-28T15:00:26","slug":"aflatossina-m1","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/aflatossina-m1\/","title":{"rendered":"Aflatossina M1"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><strong>Aggiornamento Dicembre 2019<\/strong><br \/>\nDirigente Responsabile: Dr. G. Bolzoni; Elaborazione Dati: C. Baiguera<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza condotta nel passato, a partire dall&#8217;emergenza nazionale del 2003, ha permesso di definire meglio l&#8217;approccio al &#8220;problema Aflatossina M1 nel latte&#8221; da parte delle Autorit\u00e0 Sanitarie e degli operatori del settore e quindi anche dei Laboratori. L&#8217;andamento climatico nella tarda primavera e ad inizio estate \u00e8 ormai con tutta evidenza l&#8217;elemento critico condizionante sull&#8217;entit\u00e0 della contaminazione da Aflatossina B nelle coltivazioni di cereali e del mais in particolare; da cui deriva poi l&#8217;entit\u00e0 della contaminazione nei mangimi, nelle farine e negli insilati che entrano nel circuito dell&#8217;alimentazione animale nel corso dell&#8217;estate e per i successivi 12 mesi.\u00a0 Per quanto riguarda l&#8217;allevamento del bovino dal latte da ci\u00f2 dipende infine l&#8217;entit\u00e0 della contaminazione complessiva da Aflatossina M1 nel latte (e nei prodotti caseari) che si andr\u00e0 a determinare nella successiva annata seppur con ovvie notevoli variazioni nelle diverse zone o nei diversi allevamenti.<\/p>\n<p>Essendo noto che i campionamenti eseguiti su foraggi e mangimi risultano spesso poco rappresentativi della reale contaminazione dell&#8217;intera partita, soprattutto nel caso di grandi masse di prodotto, le verifiche sul latte diventano l&#8217;elemento cardine del controllo sia per il monitoraggio della situazione nel corso dell&#8217;anno sia per il controllo puntuale nei singoli allevamenti e negli stabilimenti di trasformazione del latte.<\/p>\n<p>L&#8217;IZSLER \u00e8 costantemente coinvolto in queste attivit\u00e0, siano esse realizzate dagli operatori alimentari in regime di autocontrollo che dai Servizi Veterinari nell&#8217;ambito dei Piani Ufficiali.\u00a0 A fianco delle verifiche puntuali sul latte prodotto e sui prodotti trasformati, il controllo continuo permette infatti di individuare preventivamente le situazioni di maggior rischio (nel tempo e nelle diverse aree geografiche) e di fornire le opportune informazioni alle Autorit\u00e0 Sanitarie che devono realizzare piani di intervento adeguati di anno in anno alle situazioni specifiche.<\/p>\n<p>Nei grafici seguenti vengono presentati i risultati della determinazione di AFM1 effettuata con tecnica di screening (ELISA), applicata su campioni di latte conferiti ai Laboratori dell&#8217;IZSLER, quale sintetica rappresentazione della attivit\u00e0 di monitoraggio e di controllo che \u00e8 stata realizzata nel corso degli ultimi anni (sono quindi esclusi i campioni di matrice diversa come formaggi e mangimi ed anche quelli ottenuti con la metodica di riferimento , in genere riservata alla conferma di esiti non conformi in campioni ufficiali).<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo aggiornamento dei dati (<strong>Dicembre 2019<\/strong>) ci permette un confronto completo con la situazione degli anni precedenti ed in particolare evidenzia il significativo miglioramento rispetto al periodo di crisi del 2016 dal quale \u00e8 scaturito un ulteriore ed impegnativo miglioramento del sistema di controllo e la ridefinizione di Piani di Controllo Regionali successivamente rimodulati in funzione del superamento del periodo di emergenza. Sono in ogni caso previsti periodici campionamenti eseguiti direttamente dai produttori latte (o per loro conto da parte dei Primi Acquirenti) che affiancano l&#8217;attivit\u00e0 periodica di verifica da parte dei Servizi Veterinari delle singole ATS sia a livello di produzione primaria che di compravendita di latte stock, di origine nazionale o estera (es: Piano Cisterne). Ulteriori attivit\u00e0 similari vengono poi realizzate nel settore mangimistico ed in quello dei prodotti finiti in fase di trasformazione o commercializzazione.<\/p>\n<p>Nel grafico 1 \u00e8 riassunto il complesso dei campioni di latte di massa aziendale controllati (cilindri blu) da Agosto 2012 a Dicembre 2019 dai laboratori IZSLER, con applicazione della sola Metodica di screening (Elisa), nelle due regioni di competenza. La suddivisione per tipologia distingue i campioni Non Ufficiali da quelli Ufficiali (in quest&#8217;ultima categoria vengono ulteriormente differenziati, per la sola regione Lombardia i campioni prelevati nell&#8217;ambito del Piano di Controllo per il Latte Crudo Vendita Diretta). Il limite di conformit\u00e0 (porzione in rosso) \u00e8 quello previsto dalla Normativa vigente: Reg (UE) n. 1881\/2006; 50 ppt (0,050 \u00b5g\/kg). Fa eccezione il latte crudo destinato a vendita diretta per il quale Piano Latte Regione Lombardia, indica un limite di conformit\u00e0 pi\u00f9 restrittivo limite di 30 ppt.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&amp;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F2312%2FGrafico%201%2Ejpg&amp;id_pagina=2312\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 350px;\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/2312\/Grafico 1.JPG\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Grafico 1<\/strong>\u00a0&#8211; Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<div style=\"border: 1px solid black;\"><strong>Il totale dei campioni di latte analizzati in questo lungo periodo ha ormai superato i 110.000\u00a0\u00a0 con un tasso di non conformit\u00e0 generale che si attesta attorno al 2,50 %. Rispetto al valore massimo del 5,06% osservato nel 2016, i campioni non conformi osservati nel 2019 sono risultati pari al 0,34 %.<\/strong><\/div>\n<p>Il numero complessivo di campioni conferiti ai Laboratori (Grafico 2, Linea Rossa), presenta i picchi evidenti dei periodi di maggior emergenza (2012 e poi 2015-16) ma permane consistente grazie al mantenimento dei sistemi di monitoraggio continuo (come detto riguardante sia campionamenti in autocontrollo che di controllo ufficiale). E&#8217; evidente infatti che, malgrado una situazione sostanzialmente tranquilla nell&#8217;ultimo biennio, il numero di controlli appaia quasi doppio rispetto a quelli realizzati nel periodo successivo l&#8217;emergenza del 2012.<br \/>\nLa riduzione dei controlli deriva, in parte, proprio dal fatto che riducendosi le situazioni di non conformit\u00e0 si riducono anche i campionamenti successivi (spesso ripetuti in tempi ravvicinati) di verifica periodica nel medesimo allevamento finalizzati a monitorare il rientro nei limiti.\u00a0 La progressiva riduzione del tasso medio di AFM1 (Linea azzurra) ha inoltre indotto a ridurre (facoltativamente) la frequenza minima di campionamento richiesta ai singoli produttori.<br \/>\nMalgrado il consueto (&#8220;fisiologico&#8221;) rialzo dei mesi tra Agosto e Novembre anche per il 2019 la situazione appare decisamente favorevole con livelli medi ormai attestati poco al di sopra del limite minimo di rilevazione della metodica analitica orami da oltre 2 anni.<br \/>\nche si mantiene anche nel periodo critico (estivo) conferma in definitiva che nell&#8217;ultimo biennio l&#8217;andamento climatico non ha favorito l&#8217;emergere di significativi tassi di contaminazione.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&amp;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F2312%2FAndamento%20M1%2Ejpg&amp;id_pagina=2312\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 350px;\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/2312\/Andamento M1.JPG\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Grafico\u00a02<\/strong> &#8211; Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<div style=\"border: 1px solid black;\"><strong>La contaminazione media nel 2019 si attesta a valori (6-8 ppt) prossimi al limite minimo di rilevabilit\u00e0 (5 ppt) che viene superato soltanto nell&#8217;ultimo quadrimestre.<\/strong><\/div>\n<p>Nel Grafico 3, limitato alla Regione Lombardia, i campioni analizzati sono suddivisi per tipologia e per scansioni temporali differenziate tra gli anni e i trimestri dell&#8217;ultimo periodo. Per ognuna delle tipologie \u00e8 indicata la percentuale di campioni risultata non conforme.<br \/>\nNel corso del 2019 si osserva la sostanziale costanza dei campionamenti in autocontrollo, a fronte invece di un incremento di quelli ufficiali nel secondo semestre in relazione alla maggior criticit\u00e0 del periodo ed anche ovviamente alla limitata incidenza dei casi di non conformit\u00e0 nel corso dell&#8217;intero anno. A fronte di un tasso di non conformit\u00e0 abbastanza costante nel corso dei trimestri, spicca il dato in percentuale relativo al latte crudo VD del terzo trimestre (8,22%) ovviamente condizionato per\u00f2 dal limitatissimo numero di campioni analizzati.<br \/>\nAlla realizzazione di un controllo continuo e uniformemente distribuito negli anni ha contribuito non poco l&#8217;avvio (Maggio 2017) della determinazione di AFM1 direttamente sui campioni di latte di massa conferiti nell&#8217;ambito del Sistema di Pagamento Latte Qualit\u00e0 su richiesta di una parte dei Primi Acquirenti Latte (vedi in particolare Grafico 6). Ormai decisamente limitata invece la numerosit\u00e0 dei controlli specificamente dedicati al latte crudo vendita diretta in relazione al progressivo ridursi dei produttori attivi in questo particolare settore commerciale.<br \/>\nDa sottolineare infine che le percentuali di positivit\u00e0 non corrispondono direttamente a quella del numero di allevamenti interessati; quasi sempre infatti a seguito di NC o di valori relativamente elevati, gli operatori interessati e le Autorit\u00e0 di Controllo eseguono campionamenti ripetuti in breve lasso di tempo proprio per monitorare l&#8217;effetto degli interventi correttivi messi in opera. I campionamenti ufficiali di verifica di queste situazioni vengono invece in genere destinati alle analisi con metodo di riferimento che esulano dalla presente rappresentazione grafica.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&amp;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F2312%2FGrafico%201%2Ejpg&amp;id_pagina=2312\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 350px;\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/2312\/Grafico 2.JPG\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Grafico\u00a03<\/strong> &#8211; Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<div style=\"border: 1px solid black;\"><strong>Le risultanze favorevoli dei campionamenti in regime di Autocontrollo costantemente realizzate nel corso dell&#8217;anno hanno permesso una relativa riduzione dei campioni ufficiali che sono stati concentrati nel secondo semestre in genere pi\u00f9 critico ed indicatore degli effetti dell&#8217;andamento climatico del periodo primavera-estate.<\/strong><\/div>\n<p>Una valutazione pi\u00f9 particolareggiata dei medesimi dati riferiti alla regione Lombardia, \u00e8 quella fornita nel Grafico 4 con l&#8217;andamento delle diverse classi di contaminazione osservate per i campioni non conformi (&gt; 50 ppt) come indicatore di gravit\u00e0. Anche se questo tipo di stima risulta particolarmente rilevante soltanto nei periodi di significativo incremento delle contaminazioni, lo riteniamo utile a caratterizzare ulteriormente la situazione e, di conseguenza, le modalit\u00e0 di intervento necessario a livello regionale. Diverso \u00e8 infatti osservare situazioni di non conformit\u00e0 di minima entit\u00e0 influenzata anche dall&#8217;incertezza di misura specifica per questa metodica analitica (Linea azzurra 51-65 ppt) rispetto a situazioni pi\u00f9 consistenti (Linea rossa 65-99 ppt) o infine da quelle di contaminazioni eccedenti il limite massimo di rilevabilit\u00e0 (linea verde &gt; 100 ppt), che corrispondono a situazioni che iniziano ad assumere una particolare importanza per quanto riguarda i riflessi diretti sulla salute pubblica. Val la pena di ricordare che, ad esempio, nei primi casi sono in genere sufficienti minimi interventi sulla razione delle bovine per ottenere rapidi e duratori rientri nel limite, mentre nei casi pi\u00f9 gravi \u00e8 spesso necessario eliminare dalla razione, completamente, prodotti non facili da sostituire in breve tempo. Cos\u00ec come diverse dovranno essere le considerazioni e la gestione dei prodotti caseari eventualmente gi\u00e0 trasformati ed in fase di commercializzazione.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&amp;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F2312%2FGrafico%203%2Ejpg&amp;id_pagina=2312\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 350px;\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/2312\/Grafico 3.JPG\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Grafico\u00a04<\/strong> &#8211; Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<div style=\"border: 1px solid black;\"><strong>La suddivisione in classi relative alla entit\u00e0 delle contaminazioni osservate nei campioni non conformi permette, in particolare ovviamente nei periodi di maggior emergenza, di differenziare situazioni tutto sommato ancora gestibili da quelle di urgenza per interventi correttivi. Allo stesso modo possono essere dedotte le maggiori o minori necessit\u00e0 di controlli aggiuntivi mirati a specifiche realt\u00e0 produttive (o particolari aree geografiche) oppure diffuse su tutto il territorio regionale. In base a questo tipo di considerazioni, ad esempio, \u00e8 stato disegnato il Piano Regionale Straordinario (a fine 2015) poi rimodulato per il 2017. La situazione di assoluta tranquillit\u00e0 permette del resto di ipotizzare un ulteriore alleggerimento delle necessit\u00e0 di controllo quantomeno fino al 4\u00b0 trimestre 2020.<\/strong><\/div>\n<p>Lo stesso tipo di visualizzazione viene fornito (Grafico 5) relativamente ai soli campioni conferiti in Regione Lombardia nell&#8217;ambito del Piano Regionale di Controllo Latte Crudo Vendita Diretta. In questo caso l&#8217;andamento del livello di contaminazione \u00e8 decisamente meno significativo in considerazione del numero limitatissimo di campioni e quindi eccessivamente influenzato dall&#8217;effetto di percentuali ad elevata variabilit\u00e0 che possono per\u00f2 derivare da pochissimi campioni superiori al limite specifico (linea viola, &gt; 30 ppt). La casistica di campioni risultati non conformi anche al limite di 50 ppt mostra invece un andamento sovrapponibile a quello osservato nel complesso dei campionamenti del medesimo periodo.<br \/>\nAldil\u00e0 della significativit\u00e0 grafica di queste considerazioni, riteniamo importante richiamare l&#8217;attenzione su questa tipologia di prodotto proprio perch\u00e9, a differenza del latte immesso nel normale circuito commerciale, in questo caso il rapporto tra l&#8217;eventuale contaminazione in un allevamento e l&#8217;assunzione dell&#8217;alimento da parte del singolo consumatore \u00e8 diretta (manca cio\u00e8 la fase di normale diluizione che caratterizza la raccolta, lo stoccaggio e la trasformazione del latte nelle altre filiere produttive). E&#8217; del resto questo il motivo per cui i controlli per AFM1 in questo tipo di latte erano gi\u00e0 stati imposti, nel periodo critico di Settembre-Dicembre, dalla DG sanit\u00e0 in regione Lombardia fin dal 2010 (quindi molto prima che si verificasse il periodo di emergenza del 2012).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&amp;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F2312%2FGrafico%204%2Ejpg&amp;id_pagina=2312\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 350px;\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/2312\/Grafico 4.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Grafico 5<\/strong> &#8211; Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<div style=\"border: 1px solid black;\"><strong>Seppur basati su un numero di campioni limitato e quindi con valori percentuali poco significativi, riteniamo utile riportare anche i risultati relativi al Latte Crudo per la Vendita Diretta, allo scopo di sottolineare il diverso approccio ( analisi del rischio) che gli \u00e8 stato riservato dalla normativa regionale, con un limite pi\u00f9 restrittivo definito fin dal 2008,\u00a0 in funzione del fatto che questo tipo di prodotto \u00e8 destinato direttamente al singolo consumatore finale senza le fasi di miscelamento di latte di differenti aziende che caratterizza le altre linee di trasformazione (latte alimentare o caseificazione).<\/strong><\/div>\n<p><strong>PAGAMENTO LATTE QUALITA&#8217;<\/strong><\/p>\n<p>Nel Grafico 6 vengono riportati i risultati relativi ai soli campioni conferiti nell&#8217;ambito del pagamento del Latte in base alla qualit\u00e0, eseguiti dai Laboratori di Brescia e di Piacenza. I risultati di queste analisi rientrano nel computo complessivo presentato nei grafici precedenti (in particolare rientrano nella tipologia &#8220;autocontrollo&#8221;) e ne ricalcano sostanzialmente l&#8217;andamento per il periodo interessato, ma vogliamo evidenziare questa iniziativa per il suo significato complessivo. Il sistema di pagamento qualit\u00e0 usufruisce infatti di una struttura logistico -organizzativa collaudata ormai da decenni e permette una notevole riduzione dei costi operativi tanto per la parte di prelievo, conservazione e trasporto campioni quanto per quella relativa all&#8217;esecuzione delle analisi e la diffusione degli esiti analitici. Inoltre la periodicit\u00e0 di campionamento (almeno 2 campioni al mese in oltre 4.000 allevamenti nelle due regioni di competenza) garantisce un flusso informativo costante e diffuso relativo a infezioni, contaminazioni e indicatori vari che si possano individuare nella matrice latte. Nel caso specifico alcuni Primi Acquirenti latte hanno ampliato il proprio sistema di autocontrollo (cisterne in ingresso) con un campionamento mensile di tutti i conferenti per afm1, che si configura pertanto anche come autocontrollo del singolo allevatore. I dati finora raccolti, seppur limitati ai soli Primi Acquirenti che aderiscono all&#8217;iniziativa, forniscono a nostro avviso, anche una importante indicazione di natura &#8220;geografica&#8221;: in questo caso \u00e8 infatti possibile osservare l&#8217;emergere di situazioni critiche in un ambito locale specifico (che potrebbe coincidere con l&#8217;area di commercializzazione di un particolare mangimificio o condizioni climatiche specifiche diverse da altre zone). Considerazioni di questo tipo risultano infatti difficili da fare quando il conferimento dei campioni risulta occasionale e non sistematicamente ripetuto mese dopo mese come accade nel caso del Pagamento in base alla Qualit\u00e0.<\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&amp;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F2312%2FGrafico%207%2Ejpg&amp;id_pagina=2312\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 350px;\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/2312\/Grafico 7.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Grafico 6<\/strong> &#8211; Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<div style=\"border: 1px solid black;\"><strong>I\u00a0controlli realizzati sui campioni del Pagamento Qualit\u00e0, su richiesta dei primi Acquirenti Latte sono assimilabili a quelli realizzati dai produttori in regime di autocontrollo, ma la loro sistematicit\u00e0 nel corso di tutto l&#8217;anno, la diffusione congiunta degli esiti, la maggior garanzia di corretto campionamento costituiscono un valore aggiunto. A ci\u00f2 si aggiunge la maggior possibilit\u00e0 di verifiche focalizzate su specifiche aree geografiche, province, aree di commercializzazione di prodotti mangimistici etc.<\/strong><\/div>\n<p><strong>SPECIE DIVERSE DAL BOVINO<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso dell&#8217;ultimo biennio oltre ai numerosi campioni di latte bovino, sono stati conferiti anche un certo numero di campioni di latte di altre specie. Mentre per il passato questi conferimenti erano davvero episodici, a seguito dell&#8217;avvio dei Piani di Controllo Regionale, anche alcune strutture casearie o allevamenti di bufale e capre (produzione di latte alimentare e\/o formaggi) hanno avviato controlli specifici per AFM1.<\/p>\n<p>Decisamente meno numerosi sono stati i conferimenti di campioni di latte ovino (settore decisamente pi\u00f9 sviluppato in altre regioni di Italia) e di latte di asina o cavallo (per lo pi\u00f9 collegati a prodotti di nicchia nutraceutici, per la cosmetica, succedanei di latte materno).<\/p>\n<p>Ovviamente i diversi regimi alimentari di questo tipo di allevamento (e nel caso degli equidi anche il diverso apparato digerente) espongono queste specie molto meno del bovino al rischio Aflatossina.\u00a0 Riteniamo comunque interessante come primo approccio fornire, nei grafici seguenti, una prima sintetica informazione sul complesso dei controlli realizzati nel corso degli ultimi 5 anni seppur relativi ad un numero di osservazioni decisamente limitate comprendenti sia campioni ufficiali (bufale e capra) sia richiesti da privati per autocontrollo con le conseguenti limitazioni della significativit\u00e0 di alcune delle percentuali di non conformit\u00e0 (Grafici 7 e 8).<\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&amp;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F2312%2FGrafico%206%2Ejpg&amp;id_pagina=2312\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 350px;\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/2312\/Grafico 6.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Grafico\u00a07<\/strong> &#8211; Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&amp;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F2312%2FGrafico%208%2Ejpg&amp;id_pagina=2312\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 350px;\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/2312\/Grafico 8.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Grafico\u00a08<\/strong> &#8211; Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p><strong>FORMAGGI E PRODOTTI DERIVATI<\/strong><\/p>\n<p>Come accennato in precedenza i controlli non si limitano alla matrice latte, ma coinvolgono anche il settore mangimistico e quello dei prodotti finiti a base di latte. Per questi ultimi abbiamo estratto i dati analitici relativi all&#8217;attivit\u00e0 complessiva svolta dai due laboratori Chimici dell&#8217;IZSLER (Brescia e Bologna) nel corso degli anni. Si tratta in grande maggioranza di campionamenti ufficiali eseguiti in prevalenza come verifica pre-commercializzazione su partite di formaggio caseificati prima o contestualmente all&#8217;evidenziazione di situazioni di non conformit\u00e0 in latte di allevamento o di cisterna. Le metodiche utilizzate in questi casi sono sia quella di screening (Elisa) che quelle di riferimento come conferma in caso di presunta non conformit\u00e0. Val la pena di ricordare che in questo caso il limite di conformit\u00e0 non \u00e8 definito univocamente in quanto condizionato dal tipo di processo di caseificazione applicato (in altre parole per identificare un formaggio prodotto con latte non conforme \u00e8 necessario applicare un fattore di calcolo differente sull&#8217;esito analitico a seconda del tipo di formaggio).<br \/>\nLa maggior parte delle verifiche \u00e8 stata eseguita su formaggi a lunga stagionatura (anche perch\u00e9 sono il prodotto prevalente nelle produzioni casearie tipiche delle due regioni) con quote inferiori di formaggi molli di varia tipologia ed infine, in quantit\u00e0 ridotta, su prodotti derivati come panna, burro, ricotta, mascarpone etc. Sia la numerosit\u00e0 dei campioni conferiti sia il valore medio della contaminazione\u00a0 ( Grafico 9) seguono tendenzialmente l&#8217;andamento gi\u00e0 osservato nel latte anche se considerata la limitata numerosit\u00e0 di campioni in alcuni periodi di &#8220;tranquillit\u00e0&#8221; si possono osservare occasionali rialzi collegabili anche a pochissimi campioni.\u00a0 Anche se la rappresentazione \u00e8 necessariamente complessiva e generalizzata anche per questo settore appare evidente il notevole incremento dei controlli messi in atto nel periodo 2015-2017, in relazione alle due annate climaticamente sfavorevoli che hanno provocato l&#8217;ultima fase di emergenza (le verifiche sui formaggi sono tendenzialmente un poco posticipate rispetto a quelle relative al latte in considerazione dei lunghi periodi di stagionatura della tipologia pi\u00f9 rappresentata). Anche in questo caso appare comunque evidente che nell&#8217;ultimo biennio la situazione appare pienamente sotto controllo e stabile.<\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&amp;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F2312%2FGrafico%209%2Ejpg&amp;id_pagina=2312\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 350px;\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/2312\/Grafico 9.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Grafico\u00a09<\/strong> &#8211; Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<div style=\"border: 1px solid black;\"><strong>Anche nella fase finale della filiera (formaggi e prodotti a base di latte pre-commercializzazione) sono applicate procedure di verifica e controllo di particolare importanza in considerazione del fatto che si tratta di prodotti ormai pronti alla somministrazione diretta di singoli consumatori.<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p><strong>CONCLUSIONE<\/strong><\/p>\n<p>Aldil\u00e0 della positiva e rassicurante situazione osservata negli ultimi anni e delle informazioni pi\u00f9 approfondite e quindi di maggior rilevanza applicativa che si possono trarre da elaborazioni pi\u00f9 approfondite e specialistiche, l&#8217;immagine che si pu\u00f2 dedurre dall&#8217;insieme di rappresentazioni grafiche precedenti conferma il notevole livello di attivit\u00e0 realizzata nel settore lattiero-caseario per questa specifica problematica. La realizzazione di Piani Regionali di Controllo ha sicuramente permesso, rispetto alla prima traumatica esperienza dei primi anni 2000, una maggior efficacia dell&#8217;attivit\u00e0 di prevenzione e tenuta sotto controllo per un rischio che \u00e8, tipicamente, ad incidenza imprevedibile e variabile da anno in anno. Ci\u00f2 permette di fatto di garantire una maggior salubrit\u00e0 dei prodotti lattiero-caseari in tutto il territorio delle due regioni ed una maggior efficacia (e rapidit\u00e0) degli interventi correttivi nelle situazioni di emergenza che possono comunque verificarsi.<\/p>\n<div style=\"border: 1px solid black;\"><strong>La gestione di questo tipo di problematiche, nel settore lattiero-caseario come in generale in quello alimentare, rappresenta un esempio di applicazione pratica di uno dei concetti basilari della normativa Comunitaria sulla Sicurezza Alimentare. Attraverso le attivit\u00e0 di monitoraggio continuo consentite da sistemi Organizzati di Autocontrollo degli Operatori Alimentari \u00e8 possibile ottenere le informazioni necessarie, ed altrimenti mancanti, per condurre analisi del rischio complete ed applicate nelle condizioni pratiche, estese per lunghi periodi di tempo, ed uniformi su ampi territori produttivi con costi per la collettivit\u00e0 relativamente contenuti. Da queste informazioni \u00e8, in ultima analisi, possibile realizzare Piani di Controllo Ufficiale che siano efficaci sia in termini temporali (monitoraggio, prevenzione, emergenze) sia in termini di bilancio costo-beneficio.\u00a0 Quest&#8217;ultimo aspetto \u00e8 infatti quello in definitiva fondamentale: entro i suoi confini si devono conciliare i costi e le possibilit\u00e0 reali delle attivit\u00e0 di controllo da una parte e l&#8217;efficacia degli interventi correttivi rispetto all&#8217;obbiettivo finale della salvaguardia dei consumatori.<\/strong><\/div>\n<div>&#8211; <a href=\"\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2023\/05\/Piano-Regionale-Straordinario-di-Sorveglianza-del-rischio-Aflatossine.pdf\">Piano Regionale Straordinario di Sorveglianza del rischio Aflatossine<\/a><br \/>\n&#8211; <a href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.redir_allegati_doc?p_id_pagina=2312&amp;p_id_allegato=8768&amp;p_url_rimando=\/izs_bs\/allegati\/2312\/FileFirmato.pdf.p7m.tsd.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Approvazione del &#8220;Piano Regionale Straordinario di Sorveglianza del rischio Aflatossine nella catena alimentare di produzione del latte e dei prodotti a base di latte&#8221;<\/a><\/div>\n<p><!--\n\n\n<div>\n\n<a href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F2312%2FGrafico%205%2Ejpg&id_pagina=2312\" onclick=\"window.open(' \/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F2312%2FGrafico%205%2Ejpg&id_pagina=2312','foto','width=300,height=310,left=80,top=80,scrollbars=no,resizable=yes,');return(false);\" title=\" - clicca per ingrandire\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/2312\/Grafico 5.JPG\" style=\"width:350px\" \/><\/a>\n\n<strong>Grafico 6<\/strong> - Premere sul grafico per ingrandire\n\nA solo scopo informativo viene qui fornito un esempio della contaminazione da Aflatossina B registrata negli anni recenti su mangimi e materie prime destinate all'alimentazione animale come rilevate dal Laboratorio Mangimi Micotossine del Rep. Chimica degli alimenti di origine vegetale dell'IZSLER.\n\n<\/div>\n\n\n--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aggiornamento Dicembre 2019 Dirigente Responsabile: Dr. G. Bolzoni; Elaborazione Dati: C. Baiguera L&#8217;esperienza condotta nel passato, a partire dall&#8217;emergenza nazionale del 2003, ha permesso di definire meglio l&#8217;approccio al &#8220;problema Aflatossina M1 nel latte&#8221; da parte delle Autorit\u00e0 Sanitarie e degli operatori del settore e quindi anche dei Laboratori. L&#8217;andamento climatico nella tarda primavera e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":222,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10\/revisions\/222"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}