{"id":39,"date":"2009-03-24T17:41:00","date_gmt":"2009-03-24T16:41:00","guid":{"rendered":"http:\/\/creflatte.izsler-wp.glauco.it\/dati-analitici-qualita-del-latte\/urea\/"},"modified":"2009-03-24T17:41:00","modified_gmt":"2009-03-24T16:41:00","slug":"urea","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/dati-analitici-qualita-del-latte\/urea\/","title":{"rendered":"UREA"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><em>Anche questo parametro, non\u00a0 compreso tra quelli obbligatori, per il pagamento del latte in base alla qualit\u00e0, viene per\u00f2 sempre pi\u00f9 richiesto in quanto rappresenta uno degli indicatori pi\u00f9 diretti e pratici per la valutazione delle condizioni nutrizionali delle bovine; il valore in urea consente infatti di valutare la adeguatezza dell&#8217;apporto proteico della razione e soprattutto il corretto rapporto tra energia e proteine della razione in rapporto alla quantit\u00e0 di latte prodotto, nelle diverse fasi della curva produttiva delle mandrie ed ancor di pi\u00f9 delle singole bovine.<br \/>\n Il tenore di urea pu\u00f2 inoltre essere utilizzato per stimare quanta parte del titolo proteico del latte potrebbe derivare da eccessi di azoto non proteico (ureico) o da proteine collegate a processi infiammatori (quindi non caseiniche).<br \/>\n Alcuni caseifici hanno anche sperimentato sistemi di pagamento che prevedono interventi riduttivi sugli eventuali premi per il titolo proteico, in caso di eccessi ureici.<br \/>\n Il problema \u00e8 comunque oggi meglio affrontabile con il ricorso alla determinazione delle caseine (congiunto o sostitutivo) che elimina l&#8217;eventuale conseguenza di eccessi in azoto non proteico.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&#038;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F525%2FUreaAnnuale%2Ejpg&#038;id_pagina=525\" onclick=\"window.open(' \/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&#038;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F525%2FUreaAnnuale%2Ejpg&#038;id_pagina=525','foto','width=300,height=310,left=80,top=80,scrollbars=no,resizable=yes,');return(false);\" title=\" - clicca per ingrandire\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/525\/UreaAnnuale.jpg\" style=\"width: 350px;\" \/><\/a><br \/>\n \u00a0<br \/>\n Premere sul grafico per ingrandire<br \/>\n \u00a0<\/p>\n<p>Anche per l&#8217;urea vale quanto accennato per gli altri parametri non obbligatori; la valutazione dei valori medi degli ultimi anni risente, almeno in parte, del fatto che la base di allevamenti su cui si determina il dato non \u00e8 costante negli anni.<br \/>\n Di conseguenza mentre si pu\u00f2 affermare che il valore medio sia rappresentativo del latte lombardo, non \u00e8 possibile trarre indicazioni certe sui cambiamenti e le evoluzioni che si possono essere verificati nel corso degli anni di osservazione.<br \/>\n A ci\u00f2 si aggiunge il fatto che a formare i valori medi mensili ed annuali concorre una quota di allevamenti di montagna , di piccole dimensioni, in cui questo parametro presenta degli ambiti di variabilit\u00e0 enormi ricollegabili sia alla fase di pascolo che ai cambiamenti alimentari nelle stalle a stabulazione ( rispetto almeno al latte standard osservabili in allevamenti di maggiori dimensioni) . Tra i fattori di variabilit\u00e0 dobbiamo obbligatoriamente ricordare anche la minor precisione che il metodo di screening utilizzato presenta proprio nei casi di campioni con composizioni particolarmente divergenti da quelle standard.<\/p>\n<p><a href=\"\/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&#038;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F525%2FUreaMensile0203%2Ejpg&#038;id_pagina=525\" onclick=\"window.open(' \/pls\/izs_bs\/v3_s2ew_consultazione.fotina?didascalia=&#038;url=%2Fizs_bs%2Fallegati%2F525%2FUreaMensile0203%2Ejpg&#038;id_pagina=525','foto','width=300,height=310,left=80,top=80,scrollbars=no,resizable=yes,');return(false);\" title=\" - clicca per ingrandire\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"\/izs_bs\/allegati\/525\/UreaMensile0203.jpg\" style=\"width: 350px;\" \/><\/a><br \/>\n \u00a0<br \/>\n Premere sul grafico per ingrandire<br \/>\n \u00a0<\/p>\n<p>Per gli stessi motivi non \u00e8 facile interpretare l&#8217;andamento stagionale di questo parametro che invece a livello di singolo allevamento bene esprime gli effetti dei cambiamenti alimentari e nutrizionali conseguenti sia alle variazioni climatiche che di gestione aziendale.<br \/>\n Degno di nota comunque il fatto che negli ultimi 2 anni la dinamica del parametro ha ripreso un andamento pi\u00f9 classico rispetto almeno al 2017 che aveva presentato un incremento decisamente controtendenza nel secondo semestre ( probabilmente collegabili a specifiche condizioni climatiche).<\/p>\n<p> In generale, il maggior livello produttivo delle bovine induce un incremento delle riserve con conseguente effetto sul tasso di urea nel latte; tale equilibrio \u00e8 per\u00f2 strettamente correlato con l&#8217;apporto alimentare sia in termini del tipo di base proteica, che di energia complessiva che indirizzano le vie metaboliche, ruminali, intestinali e mammarie in una direzione o in un&#8217;altra. Da ci\u00f2 discende che la determinazione routinaria dell&#8217;Urea nel latte di massa, eseguita nel nostro caso sui campioni del pagamento qualit\u00e0, costituisce un valido indicatore di monitoraggio nel tempo di eventuali cambiamenti in corso nell&#8217;allevamento. Per valutazioni di maggior precisione ed in articolare per le valutazioni indotte da modifiche della razione \u00e8 per\u00f2 sempre consigliabile ricorrere a determinazioni specifiche e pi\u00f9 specialistiche con metodiche di riferimento in grado di garantire un maggior livello di precisione ed accuratezza del dato e, ancora, a campionamenti ripetuti per pi\u00f9 giorni.<\/p>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche questo parametro, non\u00a0 compreso tra quelli obbligatori, per il pagamento del latte in base alla qualit\u00e0, viene per\u00f2 sempre pi\u00f9 richiesto in quanto rappresenta uno degli indicatori pi\u00f9 diretti e pratici per la valutazione delle condizioni nutrizionali delle bovine; il valore in urea consente infatti di valutare la adeguatezza dell&#8217;apporto proteico della razione e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"parent":30,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/39"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/39\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/30"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}