{"id":9,"date":"2014-03-18T14:45:00","date_gmt":"2014-03-18T13:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/creflatte.izsler-wp.glauco.it\/osservatorio-latte-italia\/"},"modified":"2023-06-28T16:56:41","modified_gmt":"2023-06-28T14:56:41","slug":"osservatorio-latte-italia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.izsler.it\/creflatte\/osservatorio-latte-italia\/","title":{"rendered":"Osservatorio Latte Italia"},"content":{"rendered":"<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>OSSERVATORIO LATTE<br \/>\nLA QUALITA&#8217; DEL LATTE BOVINO IN ITALIA AGGIORNAMENTO 2018<\/strong><\/div>\n<div>\n<p>In ogni realt\u00e0 territoriale del nostro Paese si eseguono analisi e controlli sulle caratteristiche compositive ed igienico sanitarie del latte. Le finalit\u00e0 per cui queste analisi vengono eseguite sono le pi\u00f9 svariate: dal pagamento differenziato, ai controlli previsti dalla Normativa (Reg. CE 853\/2004), dai sistemi di autocontrollo per la sicurezza alimentare fino alle verifiche di tipo commerciale. \u00a0Ogni giorno nel nostro Paese oltre 1.800.000 bovine vengono munte almeno due volte (trascuriamo volontariamente bufale, capre e pecore) e circa 30.000 ton di latte vengono destinate alle diverse linee di trasformazione, ma soprattutto alla produzione di formaggi di cui una buona parte all\u2019esportazione. \u00a0Quotidianamente questo stesso latte \u00e8 controllato con analisi di laboratorio per verificare e garantire sia la qualit\u00e0 merceologica che la sicurezza per il consumatore finale. Queste attivit\u00e0 rientrano in sistemi variamente organizzati come quelli di pagamento differenziato, piani di autocontrollo, controlli funzionali delle Associazioni Allevatori, controlli ufficiali delle Autorit\u00e0 Sanitarie o, ancora le varie attivit\u00e0 professionali che interagiscono con il settore della produzione del latte: veterinari, mangimisti, allevatori, ricercatori e cos\u00ec via. Questa enorme quantit\u00e0 di risultati costituisce una base di informazioni sconfinata che in altre filiere produttive non \u00e8 neppure immaginabile, ma che resta dispersa e senza possibilit\u00e0 di aggregazione in ambito nazionale.<\/p>\n<p>A partire da un piccolo gruppo di laboratori nel 2013, allargatosi progressivamente, abbiamo avviato un tentativo in questa direzione. Un tentativo ancora in fase di evoluzione ma che gi\u00e0 da qualche anno permette di costruire un quadro della \u201cqualit\u00e0 del latte italiano\u201d, sintetico ma gi\u00e0 piuttosto indicativo. Tale quadro rappresenta comunque indubbiamente una solida base informativa dalla quale possono originare significativi sviluppi futuri.<\/p>\n<p><strong>PARTECIPANTI<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso del 2019 hanno partecipato al progetto i laboratori elencati nella tabella seguente, che costituiscono gi\u00e0 ora una rilevante rappresentazione dell\u2019intero territorio nazionale. E\u2019 indubbio infatti che la parte pi\u00f9 consistente del controllo del latte \u00e8 realizzata in laboratori specializzati nei quali si concentrano i controlli richiesti dagli operatori alimentari di maggior peso economico in ambito nazionale.\u00a0 Una stima approssimativa ci permette di ipotizzare che l\u2019insieme dei laboratori attualmente aderenti all\u2019iniziativa analizzi perlomeno il 80 % del latte bovino prodotto nel nostro Paese. Particolarmente importanti da questo punto di vista sono quelle strutture che per proprie finalit\u00e0 aggregano dati provenienti da numerosi differenti laboratori, in genere in ambito regionale. Altrettanto importante la partecipazione di due grandi Gruppi privati che raccolgono latte a livello nazionale e che attraverso diversi laboratori locali o centralizzati ci permettono di usufruire di una quota del latte prodotto anche in regioni in cui mancherebbero rilievi uniformi e costanti nel corso dell\u2019anno. E\u2019 proprio da questi \u201ccentri\u201d che \u00e8 possibile infatti coprire progressivamente una maggior porzione dell\u2019enorme mole di dati prodotti a livello locale.\u00a0 Tra le difficolt\u00e0 che invece si devono affrontare va evidenziato il fatto che i parametri analitici assemblati da questi \u201ccentri\u201d sono spessi soltanto una parte di quelli che i singoli laboratori producono ed inoltre la cronologia degli aggiornamenti che per alcuni dei partecipanti \u00e8 sempre ritardata rispetto a quella dei laboratori direttamente coinvolti anche in funzione\u00a0 della chiusura della campagna lattiero-casearia; i dati del presente aggiornamento di conseguenza sono quelli relativi all\u2019anno solare 2018.<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>LABORATORIO<\/strong><\/td>\n<td><strong>REFERENTE<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>A.S.S.A.M.<\/td>\n<td>Dr. Falcioni<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ass. Reg. Allevatori Friuli; Eptanord (Cospalat)<\/td>\n<td>Dr. Durisotti<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ass. Regionale Allevatori Piemonte<\/td>\n<td>Dr. Valperga<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Eurofins Chemical Control s.r.l.<\/td>\n<td>Dr. Chiappetta<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Veneto Agricoltura<\/td>\n<td>Dr. Fellin<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Fed. Reg. Latterie Alto Adige<\/td>\n<td>L. Kerschbaumer<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Granlatte Soc. Cooperativa Agricola a.r.l.<\/td>\n<td>Dr. Zanirato<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ass. Regionale allevatori Lombardia<\/td>\n<td>Dr. Vairani<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ass. Regionale Allevatori Sardegna<\/td>\n<td>Dr. Muggianu &#8211; Ibba<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Lab. Concast Trento<\/td>\n<td>Dr. Cologna<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Regione Val D&#8217;Aosta Agr. e Ris. Naturali<\/td>\n<td>Dr. Benocci &#8211; Invernizzi<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IZS Piemonte Liguria V. Aosta<\/td>\n<td>Dr. Marello<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IZS Umbria e Marche<\/td>\n<td>Dr. Valiani<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IZS Lazio e Toscana<\/td>\n<td>Dr. Ammatiste<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IZS Lombardia ed Emilia Romagna (BS, PC)<\/td>\n<td>Dr. Zanardi; Dr. Cammi<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IZS Puglia e Basilicata<\/td>\n<td>Dr. Nardella &#8211;\u00a0Sottili<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>CREV Veneto (vari Laboratori)<\/td>\n<td>Dr. Lunardi<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IZS Sicilia (RG)<\/td>\n<td>Dr. Casone &#8211; Scatassa<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>AgriNet CRPA (20 Laboratori)<\/td>\n<td>Dr. Corbelli<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Parmalat<\/td>\n<td>Dr. Bulgarelli<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div><strong>RAPPRESENTATIVITA\u2019 DELLA BASE DATI<\/strong>La base dati \u00e8 costituita dai valori di media mensile dei principali parametri analitici di valenza igienico-sanitaria o tecnologico-commerciale, ottenuti dalle periodiche analisi eseguite sui campioni di latte di massa aziendale: per il 2018 si supera il numero di\u00a0<strong>700.000 campioni,\u00a0<\/strong>perlomeno per i parametri pi\u00f9 rappresentativi e diffusi, con un significativo incremento rispetto all\u2019anno precedente. Sebbene a livello nazionale la riduzione degli allevamenti attivi sia un fenomeno tutt\u2019altro che recente e marginale, il maggior numero di campioni assemblati denota che da una parte aumenta la diffusione di sistemi organizzati e continuativi di controllo del latte e dall\u2019altra, i fornitori di dati che partecipano a questa iniziativa stanno aumentando la loro quota di operativit\u00e0. Dall\u2019assemblamento dei dati sono infatti esclusi le altrettanto numerose analisi che vengono eseguite in modo occasionale (sia in ambito di controllo ufficiale che privatistico) per varie finalit\u00e0. La stragrande maggioranza dei dati \u00e8 quindi quella ricavabile da sistemi come il Pagamento del latte in base alla qualit\u00e0, o comunque attivit\u00e0 di autocontrollo applicate in modo organico e strutturato, cos\u00ec da garantire la rappresentativit\u00e0 dei risultati rispetto alla realt\u00e0 produttiva di ciascuna area e la confrontabilit\u00e0 con i dati delle restanti aree del Paese.<\/p>\n<p><strong>NOTA BENE: a puro scopo informativo, in base al numero di campioni controllati mensilmente, si \u00e8 cercato di stimare un livello di \u201ccopertura\u201d dei dati forniti per ogni realt\u00e0 regionale, rispetto al totale degli allevamenti di bovini da latte attivi. Si tratta ovviamente di una stima assolutamente approssimativa e di ridotta precisione; a partire dal fatto che il numero di allevamenti attivi nelle singole regioni presenta fortissime variazioni in funzione della banca dati a cui si fa riferimento.\u00a0 Le indicazioni di copertura della seguente tabella, sono quindi un\u2019indicazione generica del potenziale sviluppo del nostro sistema di raccolta dati rispetto al complesso dei dati ottenibili e costituisce soprattutto un indicazione\/invito a laboratori o centri di raccolta dati delle differenti aree a collaborare al sistema per ampliarne ulteriormente la rappresentativit\u00e0 a livello nazionale.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<table border=\"1\">\n<thead>\n<tr>\n<td><strong>REGIONE<\/strong><\/td>\n<td><strong>FORNITORE DATI<\/strong><\/td>\n<td><strong>CAMPIONI<br \/>\nCENSITI<\/strong><\/td>\n<td><strong>STIMA DI COPERTURA<br \/>\nCampioni \/ All. attivi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>EMILIA ROMAGNA<\/td>\n<td>AgriNet; IZSLER; Granlatte<\/td>\n<td>83.086<\/td>\n<td>ALTA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>FRIULI VENEZIA GIULIA<\/td>\n<td>AAFVG; Granlatte; Epta Nord<\/td>\n<td>18.320<\/td>\n<td>ALTA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>LAZIO E TOSCANA<\/td>\n<td>IZSLT; Granlatte<\/td>\n<td>23.239<\/td>\n<td>MEDIA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>PUGLIA<\/td>\n<td>IZSPB; Granlatte<\/td>\n<td>13.022<\/td>\n<td>MEDIA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>LOMBARDIA<\/td>\n<td>IZSLER; ARAL; Granlatte<\/td>\n<td>139.645<\/td>\n<td>ALTA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>SARDEGNA<\/td>\n<td>ARAS<\/td>\n<td>11.072<\/td>\n<td>MEDIA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>TRENTINO<\/td>\n<td>Concast<\/td>\n<td>23.604<\/td>\n<td>ALTA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>PIEMONTE LIGURIA<\/td>\n<td>ARAP; Eurofin; IZSPLV<\/td>\n<td>16.204<\/td>\n<td>MEDIA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>VAL D&#8217;AOSTA<\/td>\n<td>Regione Val D&#8217;Aosta<\/td>\n<td>13.819<\/td>\n<td>ALTA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>UMBRIA<\/td>\n<td>IZSUM<\/td>\n<td>3.481<\/td>\n<td>MEDIA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>SICILIA<\/td>\n<td>IZSSI<\/td>\n<td>34.162<\/td>\n<td>MEDIA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>VENETO<\/td>\n<td>Veneto Agricoltura; IZSVE; Granlatte; Concast<\/td>\n<td>79.164<\/td>\n<td>ALTA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>BASILICATA<\/td>\n<td>Granlatte; Parmalat<\/td>\n<td>3.080<\/td>\n<td>BASSA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>MARCHE<\/td>\n<td>ASSAM<\/td>\n<td>5.256<\/td>\n<td>MEDIA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>MOLISE<\/td>\n<td>Parmalat<\/td>\n<td>613<\/td>\n<td>BASSA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>CAMPANIA<\/td>\n<td>Parmalat<\/td>\n<td>2.162<\/td>\n<td>BASSA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>ALTO ADIGE<\/td>\n<td>Fed.Lat.A.A.<\/td>\n<td>260.055<\/td>\n<td>ALTA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>ITALIA<\/strong><\/td>\n<td><\/td>\n<td><strong>729.984<\/strong><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>Nel suo complesso il sistema appare quindi piuttosto consolidato, sebbene sia chiaro che gli incrementi possibili sono ancora molti: inserimento di ulteriori realt\u00e0 regionali, incremento dei fornitori di dati, uniformazione dei dati, ampliamento ad ulteriori parametri qualitativi. Sono essenzialmente questi gli \u201cobbiettivi\u201d che vorremmo perseguire nel prossimo futuro.<strong>RISULTATI E LIMITI<\/strong><\/p>\n<p>I dati analitici sono stati elaborati sulla base delle medie mensili per ciascun fornitore di dati e da queste, ponderando per il numero di campioni e standardizzando per unit\u00e0 di misura, \u00e8 stata stimata la Media Nazionale Ponderata (Media Italia &#8211; linea rossa nei grafici seguenti). Sono stati presi in considerazione unicamente i parametri analitici pi\u00f9 comuni e determinati in modo diffuso da tutti o la maggior parte dei laboratori partecipanti.\u00a0 Sono stati comunque archiviati anche risultati relativi ad analisi come ad esempio:\u00a0<strong>Acidit\u00e0 SH, Acidit\u00e0 PH, Enterobatteriacee, Cloruri, Aflatossina M1\u00a0<\/strong>che sebbene non rappresentativi a livello nazionale potranno costituire la base dati per future elaborazioni.<br \/>\nMalgrado la mole di dati sia tutt\u2019altro che limitata, \u00e8 importante tener presente che, allo stato attuale, l\u2019accuratezza della stima nazionale risulta condizionata dalla presenza di regioni con numeri di campioni decisamente pi\u00f9 elevati e quindi con un maggior peso nella stima ponderata.\u00a0 Il termine \u201cponderato\u201d in questo caso non \u00e8 infatti da riferirsi alla quantit\u00e0 di latte prodotto da quella regione bens\u00ec dalla quantit\u00e0 di campioni analizzati. Il numero di campioni analizzati dipende da una parte dalla frequenza di campionamenti (1-2-4- volte al mese) e dall\u2019altra dal numero di allevamenti che, in generale, \u00e8 inversamente proporzionale alla loro dimensione produttiva.<br \/>\nL\u2019elemento cardine della base dati \u00e8 infatti il \u201ccampione di massa aziendale\u201d e, pertanto, ogni allevamento pesa sulle stime mensili in modo uniforme e non dipendente dalla quantit\u00e0 di latte prodotto.<br \/>\nIn prospettiva futura risulterebbe davvero importante riuscire ad abbinare i dati produttivi di ciascuna regione, o meglio, di ciascun allevamento con le caratteristiche dei campioni di latte da esso provenienti. Del resto questo tipo di informazioni sono gi\u00e0 disponibili in differenti realt\u00e0 territoriali ma, purtroppo in genere in banche dati di origine diversa da quelle sanitarie che rappresentano invece l\u2019ambito di attivit\u00e0 tipico degli IIZZSS.<\/p>\n<p>Il vero obbiettivo di questa iniziativa \u00e8 dunque soprattutto quello di dar vita ad un sistema di raccolta ed elaborazione dati che costituisca una base informativa per sviluppare in prospettiva analisi e ricerche pi\u00f9 approfondite, complesse e specifiche che oggi sono possibili soltanto su base locale.<\/p>\n<p><em>Elaborazione dati e sviluppo grafico: C. Baiguera<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><strong>Grafico 1- Dati cumulativi Italia per Carica Batterica Totale anno 2018<\/strong><\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico1_Ita.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico1_Ita.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p><strong>Grafico 2- Dati cumulativi Italia per Cellule Somatiche anno 2018<\/strong><\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico2_Ita.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico2_Ita.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p>Per alcune regioni (segnalate nei Grafici 1 e 2), si \u00e8 potuto procedere al calcolo della Media Geometrica Mensile (miglior indicatore dell\u2019andamento medio mensile in quanto meno condizionato dalla eventuale presenza di un numero limitato di campioni con valori molto elevati o comunque lontani da valori medi). E\u2019 del resto questo lo strumento di valutazione previsto dal Reg. 853\/2004 per la valutazione della conformit\u00e0 per questi due parametri che, notoriamente, possono presentare elevatissima variabilit\u00e0 anche in tempi brevi ed in particolare nelle mandrie. Dal punto di vista della sicurezza alimentare \u00e8 infatti fondamentale poter valutare l\u2019andamento (media geometrica mobile) pi\u00f9 che il valore puntuale di un unico prelievo. In ambedue i casi si tratta infatti di pericoli assolutamente indiretti e potenziali da valutare in quindi in funzione dei classici criteri statistici di analisi del rischio. Nel caso di disponibilit\u00e0 della sola media aritmetica mensile i dati inseriti nei grafici possono quindi risultare leggermente sovrastimati nel confronto con le altre regioni e, inoltre, spiegare la presenza di occasionali variazioni pi\u00f9 appariscenti, in particolare quando la numerosit\u00e0 dei campioni sia limitata.<br \/>\nPrecisato quanto sopra, appare comunque evidente la tendenza dei due parametri all\u2019incremento nei mesi caldi seppur con significative differenze tra diverse aree geografiche. I valori medi complessivi sono comunque mediamente e consistentemente al di sotto dei limiti previsti dalla Normativa Comunitaria per la Sicurezza alimentare (400.000 cellule\/ml e 100.000 UFC\/ml; linee grigio scuro).<\/p>\n<p><strong>Grafico 3- Dati cumulativi Italia per Grasso anno 2018<\/strong><\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico3_Ita.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico3_Ita.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p><strong>Grafico 4- Dati cumulativi Italia per Proteine anno 2018<\/strong><\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico4_Ita.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico4_Ita.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p><strong>Grafico 5- Dati cumulativi Italia per Lattosio anno 2018<\/strong><\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico5_Ita.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico5_Ita.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p><strong>Grafico 6- Dati Cumulativi Italia per Residui Secco Magro anno 2018<\/strong><\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico6_Ita.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico6_Ita.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p>Per i valori di composizione si \u00e8 provveduto ad uniformare i dati nell\u2019unit\u00e0 di misura peso\/volume, tramite correzione con fattore fisso per la densit\u00e0 del latte, stante l\u2019attuale differenza tra laboratori che utilizzano invece il riferimento al peso\/peso. Da notare gli andamenti correlati con le variazioni climatiche nelle diverse aree geografiche; si distinguono per dinamiche differenti regioni in cui pesa il ricorso al pascolo estivo. Anche in questi grafici di si possono osservare saltuari forti variazioni in singole realt\u00e0 locali, che dipendono prevalentemente dai casi di scarsa numerosit\u00e0 di dati senza alcuna influenza sulla stima della media nazionale. \u00a0Dal grafico del Residuo Secco \u00e8 infine apprezzabile che, in generale, la fluttuazione stagionale appare decisamente limitata a differenza di quanto accadeva molti decenni fa quando le tecniche di allevamento ed in particolare di nutrizione delle bovine esaltavano la variazione stagionale delle caratteristiche del latte (tanto che alcune tradizionali lavorazione casearie venivano limitate a determinati periodi dell\u2019anno).<\/p>\n<p><strong>ALTRI PARAMETRI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come gi\u00e0 detto per alcuni parametri analitici sono determinati soltanto in alcune delle realt\u00e0 operative.<\/strong><br \/>\n<strong>I grafici seguenti sono quindi il risultato di un numero pi\u00f9 limitato di osservazioni e sono meno rappresentativi della effettivit\u00e0 composizione del latte italiano. \u00a0Restano comunque aggregazioni di un certo interesse considerato che riferimenti in quest\u2019ambito non sono certo diffusi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Grafico 7- Dati cumulativi Italia per\u00a0Crioscopia anno 2018<\/strong><\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico7_Ita.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico7_Ita.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p>Anche in questo caso tenendo conto della mole di dati pi\u00f9 ridotta, appare interessante evidenziare la maggior variabilit\u00e0 di questo parametro analitico considerato tra i maggiori indicatori di genuinit\u00e0 della produzione e conservazione del latte (assumendo quale valore limite di riferimento \u2013 0,520 \u00b0C). Ancora da sottolineare forti variazioni occasionali in relazione alla ridotta numerosit\u00e0 dei dati di alcune aree geografiche; ma interessanti risultano anche le differenze tra aree geografiche che sono ricollegabili sia alle condizioni climatiche sia pi\u00f9 in generale alle diverse condizioni di stabulazione e raccolta del latte che alle diverse razze prevalenti tra gli animali allevati.<\/p>\n<p><strong>Grafico 8- Dati Cumulativi Italia per Caseine anno 2018<\/strong><\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico8_Ita.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico8_Ita.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p>Anche se meno diffuso rispetto alla determinazione delle &#8220;proteine&#8221; questo parametro si presta a rappresentare meglio il rapporto tra composizione del latte e resa casearia e dovrebbe costituire quindi il riferimento principale della \u201cqualit\u00e0\u201d perlomeno per il latte destinato alla caseificazione.\u00a0 E&#8217; per questo motivo che il Laboratorio IZSLER ha realizzato, primo a livello internazionale, fin dal 2003 un apposito lavoro di validazione della calibrazione degli strumenti infrarosso utilizzati per la determinazione della composizione del latte. Il parametro cos\u00ec ottenuto pur essendo \u201cstimato indirettamente\u201d e non effettivamente determinato con metodica di riferimento (non applicabile per\u00f2 su alti numeri di campioni), fornisce infatti un&#8217;informazione aggiuntiva sicuramente pi\u00f9 realistica del semplice calcolo matematico basato su di un rapporto fisso tra proteine e caseine applicato in passato. A conferma di ci\u00f2 l&#8217;elevata variabilit\u00e0 dell&#8217;indice di caseina che si pu\u00f2 osservare in allevamenti diversi nella stessa area geografica in cui agiscono per\u00f2 fattori legati alla genetica degli animali o alle modalit\u00e0 di alimentazione.<\/p>\n<p><strong>Grafico 9- Dati Cumulativi\u00a0Urea anno 2018<\/strong><\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico9_Ita.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico9_Ita.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Premere sul grafico per ingrandire<br \/>\nFatte salve anche in questo caso alcune variazioni locali connesse a limitata numerosit\u00e0 di dati, appare interessante notare che a fronte di una sostanziale costanza del dato medio nazionale nel corso dell\u2019anno, gli andamenti per singole arre denotano una certa variabilit\u00e0. Questo parametro pur avendo limitate influenze sulle caratteristiche qualitative del latte in fase di trasformazione casearia \u00e8 considerato comunque un indicatore rilevantissimo a livello di singolo allevamento per il monitoraggio degli equilibri nutrizionali (energia, carboidrati, proteine) rispetto ai livelli di produzione delle bovine. Il monitoraggio continuo permette infatti di rendersi conto sia degli effetti di eventuali cambiamenti di razione sia, soprattutto, della tendenza a eccedere nella spinta produttiva fornita dalla mandria (prima che ci\u00f2 si renda evidente con le classiche forme patologiche delle bovine ad alta produzione).<\/p>\n<p><strong>Grafico 10- Clostridi Sporigeni Anaerobi anno 2018<\/strong><\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico10_Ita.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico10_Ita.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 limitata la base dati per questo parametro analitico che acquisisce interesse quasi esclusivamente nelle aree geografiche in cui \u00e8 preponderante la produzione di formaggi a lunga stagionatura.<\/p>\n<p><strong>Grafici 11- Dati cumulativi Italia per Sostanze Inibenti anno 2018<\/strong><\/p>\n<p><a title=\" - clicca per ingrandire\" href=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico11_Ita.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archive.izsler.it\/izs_bs\/allegati\/525\/Grafico11_Ita.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Premere sul grafico per ingrandire<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 che per i parametri precedenti, nel caso della positivit\u00e0 da residui di sostanze inibenti, la rappresentazione grafica risente della difforme raccolta di dati nelle diverse realt\u00e0.\u00a0 In questo caso infatti pochi sono i Laboratori che eseguono tale determinazione analitica in modo sistematico ed ancor meno sono i Centri che li considerano tra i parametri da gestire nelle banche dati. In molti casi infatti questa determinazione analitica \u00e8 demandata a campioni specifici e finalizzati da parte degli Operatori oppure ai campionamenti ufficiali (che non rientrano nella tipologia di dati richiesti nella presente iniziativa).<br \/>\nI valori riportati nel Grafico 11\u00a0<strong>non sono pertanto indicativi della reale incidenza delle positivit\u00e0<\/strong>\u00a0osservate nel corso dell\u2019anno, se non per sole 3-4 Regioni. Ancor meno significativa, di conseguenza \u00e8 la stima della media nazionale. Anche in questo caso infine l\u2019indicatore \u201cpercentuale di positivit\u00e0\u201d pu\u00f2 risultare enormemente condizionato dal fatto che la numerosit\u00e0 di campioni, per alcune regioni, pu\u00f2 essere notevolmente limitata.<br \/>\nPur con questi notevoli limiti, riteniamo per\u00f2 importante richiamare questo parametro analitico tra quelli che definiscono la qualit\u00e0 del latte sia perch\u00e9 fortemente condizionante sulle trasformazioni casearie sia in quanto dovrebbe costituire uno dei punti cardine dei sistemi di autocontrollo degli operatori del settore. I sistemi organizzati e applicati uniformemente nel corso dell\u2019anno (come quelli di pagamento differenziato) che costituiscono la nostra base dati dovrebbero quindi essere un elemento fondamentale (seppure non l\u2019unico) del monitoraggio continuo di questo \u201cpericolo\u201d che appare decisamente pi\u00f9 direttamente connesso con la sicurezza alimentare degli altri due parametri normativi accennati in precedenza.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OSSERVATORIO LATTE LA QUALITA&#8217; DEL LATTE BOVINO IN ITALIA AGGIORNAMENTO 2018 In ogni realt\u00e0 territoriale del nostro Paese si eseguono analisi e controlli sulle caratteristiche compositive ed igienico sanitarie del latte. Le finalit\u00e0 per cui queste analisi vengono eseguite sono le pi\u00f9 svariate: dal pagamento differenziato, ai controlli previsti dalla Normativa (Reg. 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