{"id":22,"date":"2009-03-09T16:00:00","date_gmt":"2009-03-09T15:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/crntularemia.izsler-wp.glauco.it\/centro-di-referenza-nazionale-per-la-tularemia\/formazione\/"},"modified":"2009-03-09T16:00:00","modified_gmt":"2009-03-09T15:00:00","slug":"formazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.izsler.it\/crntularemia\/centro-di-referenza-nazionale-per-la-tularemia\/formazione\/","title":{"rendered":"Formazione"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><strong>LA MALATTIA<\/p>\n<p> TULAREMIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Tularemia \u00e8 una zoonosi insidiosa descritta per la prima volta nel 1911 da McCoy in California nel corso di una grave epidemia negli scoiattoli nella contea di Tulare in California.\u00a0 L&#8217;agente eziologico responsabile \u00e8 <em>Francisella tularensis, <\/em>un patogeno intracellulare facoltativo tra i pi\u00f9 piccoli batteri conosciuti (0,2 x 0,2 &#8211; 0,7 \u00b5m) e probabilmente tra i pi\u00f9 altamente infettanti sia per gli animali che per l&#8217;uomo.<em> Per tale motivo F. tularensis<\/em> \u00e8 anche classificata tra gli agenti batterici a potenziale utilizzo bioterroristico a motivo del suo potere patogeno (sono sufficienti da 1 a 10 batteri per determinare malattia), e della facilit\u00e0 di disseminazione per via aerea e idrica.<br \/>\n All&#8217;interno della specie<em> Francisella tularensis<\/em>, due sono le specie di rilevanza sanitaria e patogene per l&#8217;uomo: <em>F. tularensis subsp. tularensis<\/em> (noto anche come tipo A) altamente virulento e talora fatale per l&#8217;uomo e diverse specie animali, presente in Nord America e <em>F. tularensis subsp. holarctica<\/em> (tipo B) raramente fatale per l&#8217;uomo, altamente virulento per roditori e lagomorfi presente in Usa, Asia ed Europa, Italia compresa. Queste due sottospecie non mostrano differenze antigeniche ma differiscono nella distribuzione geografica, la virulenza e la suscettibilit\u00e0 agli antibiotici.<br \/>\n La malattia \u00e8 largamente diffusa in natura in molte specie animali della classe dei mammiferi, in particolare roditori e lagomorfi (lepri e conigli), in alcuni artropodi e insetti (zanzare) che sono vettori dell&#8217;infezione.<br \/>\n Il numero di ospiti animali per <em>F. tularensis<\/em> \u00e8 eccezionalmente alto. 145 vertebrati e 111 specie di invertebrati sono attualmente noti per essere suscettibili all&#8217;infezione. Tra i vertebrati sono maggiormente rappresentati i mammiferi e tra essi i lagomorfi (conigli e lepri), i roditori, gli insettivori, i mustelidi, i carnivori, gli ungulati e i marsupiali; a questi vanno aggiunte anche diverse specie delle altre classi dei vertebrati (uccelli, rettili, anfibi e pesci). Zecche, tafani e zanzare sono i pi\u00f9 importanti vettori invertebrati.<br \/>\n Gli ospiti serbatoio sono ancora incerti. Le arvicole e i lagomorfi sono stati proposti come possibili serbatoi per <em>F. tularensis<\/em> subsp. <em>tularensis<\/em> e <em>F. tularensis<\/em> subsp. <em>holarctica<\/em>, e potrebbero mantenere questi organismi durante i periodi interepidemici in alcune aree. Tuttavia, i lagomorfi generalmente manifestano una forma clinica molto grave e potrebbero agire solo come ospite amplificatori e contribuire alla contaminazione degli ambienti terrestri e acquatici attraverso feci, urina o le stesse carcasse degli animali colpiti. Non \u00e8 da sottovalutare l&#8217;importanza degli artropodi vettori (zecche del genere <em>Dermacentor<\/em> spp, <em>Haemaphysalis<\/em> spp. e <em>Ixodes<\/em> spp) che si nutrono sugli animali infetti batteriemici contribuendo a mantenere il ciclo silvestre.<br \/>\n La malattia \u00e8 ubiquitaria nell&#8217;Emisfero Settentrionale, in molti Paesi dell&#8217;Europa compresa l&#8217;Italia, dell&#8217;Asia e del Nord America ed \u00e8 stata segnalata recentemente anche in Australia.<br \/>\n La trasmissione dell&#8217;infezione all&#8217;uomo pu\u00f2 avvenire attraverso diverse via quali l&#8217;inalazione, l&#8217;ingestione di alimenti contaminati (compresa l&#8217;acqua), il contatto diretto con materiali infetti o la trasmissione vettoriale (soprattutto zecche, tafani e zanzare).<br \/>\n Il batterio \u00e8 in grado di penetrare anche attraverso la cute integra oltre che attraverso le mucose e di indurre una malattia a decorso iperacuto fulminante negli ospiti altamente sensibili quali roditori e lagomorfi (lepri in particolare). Recentemente sono anche state osservate forme croniche a carattere granulomatoso e paucisintomatiche in lepri di importazione da Paesi UE con mortalit\u00e0 ridotta o nulla e comparsa di animali portatori che hanno sviluppato una resistenza immunitaria naturale o acquisita a <em>F. tularensis<\/em> che permette la sopravvivenza dell&#8217;animale e lo sviluppo di forme croniche di infezione e la disseminazione del batterio nell&#8217;ambiente attraverso urine ed escreti.<br \/>\n In natura il batterio \u00e8 piuttosto resistente e persiste per diverse settimane nel fango, acqua e nelle carcasse degli animali in decomposizione. E&#8217; in grado di sopravvivere e replicarsi all&#8217;interno di amebe a vita libera, una caratteristica utile alla sua sopravvivenza e replicazione in ecosistemi ambientali come acqua e fango.<br \/>\n In particolare la sottospecie <em>holarctica<\/em> (tipo B) \u00e8 principalmente associata a corsi d&#8217;acqua, stagni, laghi, fiumi e animali semi-acquatici ed \u00e8 stato dimostrato che sopravvive e si riproduce nei protozoi, in particolare nelle amebe a vita libera, che sono stati proposti come possibili serbatoi di <em>F. tularensis<\/em>.<br \/>\n Gli animali e l&#8217;uomo possono infettarsi direttamente, attraverso l&#8217;ingestione di acqua o alimenti contaminati, l&#8217;inalazione di aerosol\/polveri, il contatto diretto con animali infetti, il morso di artropodi ed insetti vettori (zecche-zanzare)<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Malattia negli animali<\/strong><br \/>\n La malattia nel mondo animale non \u00e8 sempre facilmente rilevabile manifestandosi quasi esclusivamente in roditori e lagomorfi nell&#8217;ambiente selvatico dove le predazioni sottraggono gli animali alla osservazione dei sistemi sanitari e alla successiva diagnosi di laboratorio. Come detto la tularemia \u00e8 tipicamente una malattia di roditori e lagomorfi nei quali si manifesta con quadri di setticemia letale a rapido decorso dopo un periodo di incubazione di 1-10 giorni.<br \/>\n Casi di Tularemia in lepri vengono quasi ogni anno osservati sia in animali autoctoni sia in soggetti importati a scopo di ripopolamento (soprattutto provenienti da paesi dell&#8217;Est Europa ed in particolare dall&#8217; Ungheria ma non solo).<br \/>\n Le altre specie diverse da roditori e lagomorfi vanno incontro, salvo rare eccezioni ad infezione asintomatica sviluppando comunque anticorpi specifici rilevabili. Questa loro caratteristica li rende idonei ad essere utilizzati come &#8220;animali sentinella&#8221; per valutare la circolazione dell&#8217;agente nel territorio. La sieroconversione \u00e8 stata documentata in animali che vivono liberi, principalmente in carnivori\/onnivori o animali &#8220;spazzini&#8221; come cinghiali, volpi, corvidi, ecc.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Malattia nell&#8217;uomo:<\/strong><br \/>\n In Italia si sono verificate tre importanti epidemie a partire dagli anni ottanta: una in Toscana in provincia di Arezzo con circa 400 casi di malattia generati dalla ingestione di acqua contaminata proveniente da acquedotti non clorati e non protetti. Una seconda negli anni 90 in Liguria in Val di Vara con circa 70 casi verificatasi con le stesse modalit\u00e0 della precedente. L&#8217;ultima e la pi\u00f9 recente si \u00e8 registrata sempre in Toscana in provincia di Pistoia nel 2008 con oltre 40 casi di pazienti ospedalizzati, pi\u00f9 di 2000 persone esposte e legata al consumo di acqua contaminata di una sorgente di montagna. L&#8217;elemento comune che porta alla contaminazione delle acque \u00e8 sempre rappresentato dalle deiezioni o liquidi biologici provenienti da animali infetti.<br \/>\n Gli eventi erano caratterizzati quasi esclusivamente da forme febbrili a localizzazione orofaringea con interessamento dei linfonodi latero-cervicali, sottomandibolari e tonsille.<br \/>\n Si sono verificati anche episodi sporadici connessi pi\u00f9 frequentemente al contatto con lepri nelle fasi di manipolazione e cattura di soggetti ammalati (es. cacciatore) o a seguito delle operazioni di scuoiamento antecedenti l&#8217;eviscerazione e la preparazione delle carni prima della cottura (es. &#8220;la moglie del cacciatore&#8221;). A tale proposito \u00e8 bene rammentare che il consumo delle carni cotte di per s\u00e9 non rappresenta alcun rischio in quanto la cottura stessa inattiva rapidamente il germe.<br \/>\n Istruttiva della estrema infettivit\u00e0 di <em>Francisella<\/em> <em>tularensis<\/em> \u00e8 la segnalazione, avvenuta nel corso dell&#8217;epidemia Toscana degli anni &#8217;80, di una famiglia di 4 persone che accolse all&#8217;interno della propria auto una lepre tularemica raccolta dal ciglio della strada. Tutti i componenti il nucleo familiare contrassero la malattia.<br \/>\n Nell&#8217;uomo, il periodo medio di incubazione della Tularemia \u00e8 di 3-5 giorni, ma pu\u00f2 variare da 1-21 giorni. L&#8217;insorgenza della malattia \u00e8 brusca, con rapida insorgenza di febbre, brividi, astenia, dolori muscolari diffusi e cefalea.<br \/>\n Il tipo e la gravit\u00e0 della malattia dipendono principalmente da tre variabili: subspecie batterica, virulenza del ceppo, via di infezione, dose infettante.<br \/>\n In generale all&#8217;infezione possono conseguire differenti quadri clinici a seconda del punto di ingresso del microrganismo con evoluzione talora fatale (soprattutto la forma polmonare). Si distinguono pertanto una forma ulcero-ghiandolare (letalit\u00e0 5%), ghiandolare, oculoghiandolare, orofaringea, polmonare (letalit\u00e0 fino al 30%), tifoide e setticemica.<br \/>\n Sono descritte forme complicate ed atipiche quali meningite, encefalite, endocardite, pericardite, aortite (in un preesistente aneurisma aortico), osteomielite, insufficienza renale, epatite e coagulazione intravascolare disseminata.<br \/>\n Il tasso di mortalit\u00e0 e la gravit\u00e0 sono strettamente legati alla specie coinvolta e alla tempestivit\u00e0 della terapia.<br \/>\n La trasmissione da uomo a uomo non \u00e8 stata documentata.<br \/>\n La diagnosi si basa sull&#8217;anamnesi che riferisce il morso o puntura di artropodi, il contatto con animali o carcasse contaminate, l&#8217;ingestione di alimenti o acque contaminate, sul quadro clinico e sugli accertamenti di laboratorio che consistono nella ricerca del batterio con esame colturale e metodi biomolecolari e\/o rilievo di anticorpi specifici con esami sierologici.<br \/>\n La terapia si basa sull&#8217;utilizzo di antibiotici aminoglicosidici o chinolonici.<br \/>\n Non sono disponibili vaccini per l&#8217;uomo, n\u00e9 per gli animali.<br \/>\n La prevenzione dell&#8217;infezione \u00e8 attuata con l&#8217;uso di sostanze repellenti per evitare morsi e punture di artropodi, l&#8217;utilizzo di dispositivi di protezione (guanti) in occasione del contatto con animali selvatici cacciati e la cautela nell&#8217;utilizzo a fini alimentari di acque non controllate (bollitura).<br \/>\n In Italia, la comparsa della tularemia nell&#8217;uomo \u00e8 soggetta a notifica obbligatoria. I casi rilevati negli animali devono essere segnalati dai Servizi Veterinari ai Servizi di Igiene e vige la reciprocit\u00e0 d&#8217;informazione tra medici e veterinari.<br \/>\n Per informazioni pi\u00f9 dettagliate, vedi\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/gestione.izsler.it\/pls\/izs_bs\/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=3018&#038;id_sessione=322&#038;pwd_sessione=CDJKCEstPRrsEGCECEtuLP\"><strong><u>Approfondimento della malattia<\/u><\/strong><\/a><br \/>\n \u00a0<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Elenco degli eventi formativi <\/strong><br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>CORSI ORGANIZZATI <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Corso ECM &#8220;La tularemia tra zoonosi e bioterrorismo: epidemiologia, ecologia, eziopatogenesi e diagnosi di laboratorio&#8221; presso la sede del CRN a Pavia il 28 ottobre 2009.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Corso di formazione per veterinari e tecnici di laboratorio: &#8220;Agenti batterici ad alta diffusione&#8221; &#8211; Pavia, 21 Novembre 2012<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Corso ECM &#8220;Manipolazione agenti biologici di classe 3&#8221; tenutosi il 5 maggio 2016 a Pavia presso la sede del CRN.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Corso ECM &#8220;Laboratorio di biosicurezza: manuale di gestione e istruzioni operative&#8221; tenutosi il 19 e 26 maggio 2016 a Pavia presso la sede del CRN.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Corso ECM &#8220;Agenti biologici di classe 3&#8221; tenutosi presso la sede del CRN a Pavia dal 20 aprile al 3 maggio 2017<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Corso ECM &#8220;Agenti ad alta patogenicit\u00e0 di classe 3: gestione delle emergenze legate ad eventi di origine naturale o dolosa&#8221; presso la Sezione Diagnostica di Pavia sede del CDRN dal 28 febbraio al 21 marzo 2018.<br \/>\n \t\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>LEZIONI AD INVITO<\/strong><\/div>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Lettura ad Invito al XII Congresso Nazionale SIDILV- Parma &#8211; relazione dal titolo:<br \/>\n \t\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8220;<em>La Tularemia: patologia, aspetti zoonosici ed implicazioni bioterroristiche&#8221;- <\/em>2009<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Comunicazione orale al XII Congresso Nazionale SIDILV- Genova &#8211; relazione dal titolo:&#8221;<em>La Tularemia in lepri d&#8217;importazione: nuovi aspetti anatomopatologici&#8221;- <\/em>2010<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">XIII Congresso Nazionale SIDILV- Trani Comunicazione orale al &#8211; relazione dal titolo:<br \/>\n \tTIPIZZAZIONE MOLECOLARE DI CEPPI DI FRANCISELLA TULARENSIS ISOLATI IN ITALIA<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Corso di aggiornamento effettuatopresso IZSLT-Roma &#8211; 2011<br \/>\n \t&#8220;La Tularemia: Epidemiologia, Ecologia, Eziopatogenesi, Bioterrorismo e Diagnosi di laboratorio&#8221;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Docenza, in un corso ECM organizzato dall&#8217;ASL di Reggio Emilia con titolo &#8220;<em>La Tularemia tra zoonosi e bioterrorismo: epidemiologia, ecologia, eziopatogenesi e diagnosi di laboratorio<\/em>.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Docenza: corso di formazione per veterinari e tecnici di laboratorio: &#8220;Agenti batterici ad alta diffusione&#8221; &#8211; Pavia, 21 Novembre 2012<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Docenza: corso di formazione per veterinari e tecnici di laboratorio sul bioterrorismo Titolo: il servizio di pronta disponibilita&#8217; dell&#8217;IZSLER: approfondimenti e aspetti pratici della gestione delle emergenze, Modena 23 settembre 2013.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Comunicazione orale nell&#8217;ambito del XV Congresso Nazionale SIDILV<em>: &#8220;Efficienza di ixodes ricinus nella trasmissione transovarica di Francisella tularensis: note preliminari&#8221; &#8211; Congresso Nazionale SIDILV, Palermo, 23-25 ottobre 2013. <\/em><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Docenza al corso teorico-pratico: il ruolo del laboratorio nella diagnosi delle zoonosi e delle malattie trasmesse da vettori presso l&#8217;Istituto Nazionale per le Malattie Infettive &#8220;Lazzaro Spallanzani&#8221; &#8211; IRCCS il 1-2 ottobre 2014 (1^ Ed)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Docenza al corso &#8220;Gestione delle zoonosi e delle infezioni nosocomiali&#8221; presso Palazzo Trecchi, Cremona il 21 settembre 2014<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Docenza: &#8220;Ruolo dei roditori quali serbatoi di agenti patogeni pericolosi per l&#8217;uomo e gli animali domestici&#8221; &#8211; Brescia, 28 ottobre 2014<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Lezione &#8220;EXPO 2015 FOCUS SUL CIBO &#8211; RISCHI INFETTIVI E BIOTERRORISMO&#8221; alla Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive della Facolt\u00e0 di Medicina e Chirurgia dell&#8217;Universit\u00e0 di Pavia. 23 aprile 2015<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Docenza al Master II Livello &#8220;<em>Agenti zoonosici ad alta patogenicit\u00e0, vie di diffusione e loro possibile impiego come arma biologica, l&#8217;approccio dell&#8217;Europa&#8221; presso<\/em> Dip. Scienze Clinico-Chirurgiche-Pediatriche-Facolt\u00e0 di medicina e Chirurgia- Universit\u00e0 di Pavia- 25 novembre 2017<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Docenza al Master II Livello <em>&#8220;Approccio integrato nella Sanit\u00e0 Pubblica in un&#8217;ottica One Health&#8221; <\/em>Dip. Scienze Clinico-Chirurgiche-Pediatriche Universit\u00e0 di Pavia- -Facolt\u00e0 di medicina e Chirurgia &#8211; 25 novembre 2017<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Docenza al Master II Livello: <em>Zoonosi emergenti e riemergenti &#8211; <\/em>Dip. Scienze Clinico-Chirurgiche-Pediatriche Universit\u00e0 di Pavia- -Facolt\u00e0 di medicina e Chirurgia- Pavia, 26 novembre 2017<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Docenza all&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Torino, Facolt\u00e0 di Medicina Veterinaria, lezione dal titolo: &#8220;<em>Francisella tularensis: aspetti epidemiologici e legati alla sanit\u00e0 pubblica<\/em>&#8220;. \u00a02017<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;La Tularemia: aspetti sanitari, zoonosici e implicazioni bioterroristiche&#8221;.<\/em> Universit\u00e0 di Torino-Dip. di Scienze Veterinarie. Laurea Magistrale in Medicina Veterinaria, 28 maggio 2018.<\/li>\n<\/ul>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"1\" \/>\n<div>\n<div id=\"_com_1\" style=\"text-align: justify;\" uage=\"JavaScript\"><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><\/div>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA MALATTIA TULAREMIA La Tularemia \u00e8 una zoonosi insidiosa descritta per la prima volta nel 1911 da McCoy in California nel corso di una grave epidemia negli scoiattoli nella contea di Tulare in California.\u00a0 L&#8217;agente eziologico responsabile \u00e8 Francisella tularensis, un patogeno intracellulare facoltativo tra i pi\u00f9 piccoli batteri conosciuti (0,2 x 0,2 &#8211; 0,7 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"parent":6,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/crntularemia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/crntularemia\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/crntularemia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/crntularemia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/crntularemia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/crntularemia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.izsler.it\/crntularemia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.izsler.it\/crntularemia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}