{"id":39,"date":"2012-02-08T13:32:00","date_gmt":"2012-02-08T12:32:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tbcentro.izsler-wp.glauco.it\/centro-di-referenza-nazionale-per-la-tubercolosi-da-m-bovis\/formazione\/malattia\/"},"modified":"2025-08-06T12:08:04","modified_gmt":"2025-08-06T10:08:04","slug":"malattia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.izsler.it\/tbcentro\/centro-di-referenza-nazionale-per-la-tubercolosi-da-m-bovis\/formazione\/malattia\/","title":{"rendered":"Malattia"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>La Tubercolosi Bovina (bTB) \u00e8 una malattia infettiva ad eziologia batterica, ad andamento cronico, che determina nell\u2019ospite lesioni nodulari di tipo granulomatoso, conosciute come \u201ctubercoli\u201d localizzati in diversi sedi: linfonodi, polmoni, intestino, fegato, milza pleura e peritoneo. La bTB \u00e8 un\u2019infezione in grado di determinare ingenti danni economici in termini di sanit\u00e0 animale e, non ultimo, in termini di sanit\u00e0 umana, poich\u00e9 zoonosi.<\/p>\n<p><strong><em>Eziologia<\/em><\/strong><br \/>\nLa malattia \u00e8 causata da membri del complesso <em>Mycobacterium tuberculosis <\/em>(MTBC), principalmente da <em>M. bovis<\/em>, ma anche da <em>M. caprae <\/em>e, meno frequentemente, da <em>M. tuberculosis<\/em>. E\u2019 una delle pi\u00f9 importanti malattie infettive del bovino, ma \u00e8 in grado di colpire anche altre specie di animali domestici (in particolare bufalo, capra e suino) e diverse specie di animali selvatici (in Europa soprattutto cinghiale, cervo e tasso), causando malattia generalizzata, tosse, polmonite, cachessia e anche la morte.<\/p>\n<p>Di norma il micobatterio si presenta sotto forma di bastoncini isolati o appaiati oppure di bacilli. E\u2019 asporigeno, immobile, strettamente aerobio, privo di fimbrie e capsula, se sottoposto a colorazione di Ziehl-Neelsen, essendo acido-resistente, assume regolarmente un caratteristico colore rosso.<br \/>\nMTBC \u00e8 caratterizzato da un\u2019alta resistenza ambientale:<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Temperatura<\/td>\n<td><em>M. bovis<\/em> viene inattivato dalle temperature di pastorizzazione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Disinfettanti<\/td>\n<td>Viene difficilmente inattivato dai comuni disinfettanti per la sua costituzione chimica (frazione lipidica parietale), alla quale \u00e8 da ricondurre anche il fenomeno dell\u2019alcool-acido-resistenza<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Resistenza nell&#8217;ambiente:<\/td>\n<td>\u2022 Locali: fino a 2 anni.<br \/>\n\u2022 Acqua: fino ad 1 anno.<br \/>\n\u2022 Terreno: fino a 2 anni.<br \/>\n\u2022 Pascoli: fino a 2 anni.<br \/>\n\u2022 Letame fino a 2 anni.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><em>Epidemiologia<\/em><\/strong><br \/>\nI membri del MTBC sono patogeni con un ampio spettro d\u2019ospite. Oltre all\u2019uomo, sono in grado di infettare numerose specie di mammiferi domestici e selvatici tra le quali: bovino, bufalo, suino, pecora, capra, cavallo, cane, gatto, coniglio, cervo, capriolo, stambecco, camoscio, cinghiale, volpe, tasso. Il bovino \u00e8 la specie maggiormente sensibile ed \u00e8 considerato il principale serbatoio di <em>M. bovis <\/em>e <em>M. caprae<\/em>.<br \/>\nLa principale via di infezione per il bovino \u00e8 quella respiratoria, ma sono numerose sono le vie attraverso le quali l\u2019animale si pu\u00f2 infettare e diversi i fattori che possono influenzare significativamente l\u2019instaurarsi dell\u2019infezione tubercolare, quali l\u2019et\u00e0 dell\u2019animale, l\u2019ambiente e il clima in cui vive l\u2019animale stesso e le pratiche manageriali di allevamento. L\u2019ingestione di MTBC con alimenti di origine animale infetti o con mangime e acqua contaminati \u00e8 considerata via d\u2019infezione secondaria. L\u2019infezione per via transcutanea, congenita e la trasmissione per via verticale sono considerate eccezionali.<br \/>\nUn concetto ormai consolidato \u00e8 che l\u2019infezione tubercolare avviene con l\u2019inalazione di un singolo bacillo o di pochi bacilli tubercolari presenti all\u2019interno delle goccioline di muco emesse da animali infetti con colpi di tosse o starnuti. Le goccioline di aerosol possono arrivare a livello degli alveoli polmonari innescando, inizialmente, la fagocitosi dei batteri da parte dei macrofagi e successivamente, l\u2019attivazione a catena di meccanismi immunitari. L\u2019animale infetto, oltre che rappresentare un pericolo per l\u2019uomo, pu\u00f2 trasmettere l\u2019infezione agli altri animali a contatto, propagando progressivamente la malattia in tutto l\u2019allevamento, in tempi pi\u00f9 o meno rapidi. L\u2019uomo, oltre al contatto diretto con gli animali infetti (\u00e8 una malattia professionale per allevatori e macellatori), pu\u00f2 infettarsi anche attraverso il consumo di latte crudo (non pastorizzato) prodotto da animali con malattia in fase generalizzata.<\/p>\n<p><strong><em>Patogenesi<\/em><\/strong><br \/>\nUna volta stabilitosi il contagio, il destino dell\u2019infezione dipende, sia dalla virulenza del micobatterio e dalla dose infettante, sia dallo stato immunitario naturale o acquisito dell\u2019ospite. Cos\u00ec come nella tubercolosi umana, anche nella tubercolosi bovina, la fase iniziale della risposta immunitaria cellulo-mediata \u00e8 caratterizzata dall\u2019afflusso di macrofagi e linfociti T nel punto d\u2019infezione con la formazione del cosiddetto \u201cgranuloma\u201d. In molti casi, la malattia si arresta in questo stadio, con i bacilli tubercolari non ancora completamente inibiti, oppure in seguito alla mancanza della rete capillare e quindi per riduzione dell\u2019ossigenazione, il centro del granuloma va contro a necrosi e successivamente a caseificazione. Da una prima fase caratterizzata sostanzialmente da un complesso primario corrispondente alla sede d\u2019entrata, possono far seguito lesioni derivanti da una generalizzazione acuta-precoce oppure protratta-lenta con coinvolgimento di tessuti e organi diversi. Nel caso in cui in seguito si verifichi una nuova infezione o superinfezione esogena o endogena, si formano quadri riportabili a forme cronico-evolutive legate a perdita parziale delle difese dell\u2019organismo o a forme di generalizzazione acuta-tardiva con repentina e totale annullamento dell\u2019immunit\u00e0 acquisita durante la prima infezione.<\/p>\n<p><strong><em>Sintomatologia e lesioni<\/em><\/strong><br \/>\nI sintomi clinici sono variabili in rapporto alla via d\u2019ingresso, all\u2019andamento dell\u2019infezione, all\u2019entit\u00e0 delle lesioni, in relazione alle caratteristiche individuali dei soggetti colpiti.<br \/>\nIl decorso della malattia \u00e8 condizionato da numerosi fattori:<\/p>\n<ul>\n<li>tipo, quantit\u00e0 e virulenza dei micobatteri;<\/li>\n<li>condizioni di immunit\u00e0 individuale dell\u2019organismo (resistenza o sensibilit\u00e0).<\/li>\n<\/ul>\n<p>A causa dell\u2019esistenza di programmi di eradicazione attivi da decenni, in Italia \u00e8 ormai raro riscontrare la malattia in forma clinica con sintomi quali debolezza, dimagramento, anoressia, tosse e temperatura sub-febbrile.<br \/>\nE\u2019 invece frequente il riscontro di animali clinicamente sani con lesioni macroscopiche ai linfonodi della cavit\u00e0 toracica o addominale. Nella generalizzazione precoce le lesioni sono evidenti soprattutto a carico dei linfonodi bronchiali, mediastinici, sottomascellari e retrofaringei. A livello polmonare le lesioni sono quelle di una polmonite a focolai globulari. Dopo l\u2019inizio acuto, il processo si cronicizza con trasformazione dei focolai in noduli caseo-calcarei. Nei casi cronici le lesioni sono rappresentate da broncopolmonite caseosa acinosa o globulare, polmonite cronica con colliquazione delle parti lese e cavitazione. Nel bovino si riscontrano spesso lesioni a livello pleurico (tisi perlacea) derivanti da disseminazione dei micobatteri attraverso il circolo linfatico locale. Lesioni a diverso stadio si riscontrano anche in altri organi come milza, reni, ossa e articolazioni.<\/p>\n<p><strong>Diagnosi<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Diagnosi in vita<\/em><\/strong><br \/>\nLe prove diagnostiche ufficiali per la diagnosi di bTB sono:<\/p>\n<ul>\n<li>il test di intradermoreazione alla tubercolina singola (IDT-S);<\/li>\n<li>il test di intradermoreazione alla tubercolina comparativa (IDT-C);<\/li>\n<li>il test di rilascio del gamma-interferone (IGRA).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il test di intradermoreazione, o prova tubercolinica, sfrutta la reazione allergica ritardata provocata dall\u2019iniezione intradermica di un derivato proteico purificato (PPD &#8211; Protein Purified Derivative) ricavato dalla coltura di <em>M.bovis<\/em> (PPD Bovina) o <em>M.avium<\/em> (PPD Aviare). Operativamente l\u2019<a href=\"https:\/\/www.izsler.it\/tbcentro\/wp-content\/uploads\/sites\/19\/2023\/08\/ProceduraIDT_R0.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intradermoreazione tubercolinica<\/a> deve essere eseguita nella regione del collo fra il terzo anteriore e il terzo mediano e la lettura avviene 72 ore dopo l\u2019inoculazione. Nella IDT-S viene inoculata solamente la PPD bovine, mentre in quella comparativa vengono inoculate contemporaneamente, in due siti distinti, sia la PPD bovina che quella aviare. Nel caso in cui l\u2019animale sia infetto, nel punto d\u2019inoculo la tubercolina bovina provoca ispessimento cutaneo, talvolta accompagnato da sintomi clinici quali dolore, escara, arrossamento cutaneo e ingrossamento del linfonodo prescapolare.<\/p>\n<p>Il test IGRA sfrutta il fatto che i linfociti sensibilizzati dall\u2019infezione rilasciano gamma-interferone se messi in contatto con la PPD. In pratica il test IGRA \u00e8 una IDT-C svolta in laboratorio su campioni di sangue vitale eparinizzato.<\/p>\n<p>Maggiori informazioni sui test diagnostici ufficiali e sul loro impiego sono riportate nell\u2019Allegato 2A al DM 2 maggio 2024.<\/p>\n<p><strong><em>Diagnosi post-mortem<\/em><\/strong><br \/>\nAttualmente \u00e8 necessario sottoporre ad accertamenti diagnostici diretti i soggetti risultati positivi ad una prova diagnostica ufficiale. Tali prove richiedono la macellazione dei soggetti risultati positivi.<\/p>\n<ul>\n<li><u>al macello<\/u> viene eseguita un\u2019accurata ispezione della carcassa, dei linfonodi e degli organi per evidenziare eventuali lesioni tubercolari. Oltre alla ispezione devono essere sempre prelevati gli <a href=\"https:\/\/www.izsler.it\/wp-content\/uploads\/sites\/19\/2023\/05\/Modulo_accompagnamento_campioni_TBC.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">organi bersaglio<\/a> per permettere l\u2019esecuzione delle prove di laboratorio.<\/li>\n<li><u>in laboratorio<\/u> dai campioni prelevati vengono di norma eseguiti: (i) l\u2019esame anatomo-isto-patologico, la ricerca di batteri acido-resistenti mediante strisci o sezioni sottoposti a colorazione Ziehl-Nielsen, e l\u2019eventuale evidenziazione di antigeni micobatterici in sezioni di tessuto; (ii) l\u2019isolamento e caratterizzazione di MTBC che, nonostante richieda tempi lunghi per la sua esecuzione (fino a 12 settimane), resta il metodo di riferimento per la conferma d\u2019infezione, e infine (iii) le tecniche diagnostiche molecolari basate sulla reazione PCR che sono attualmente sufficientemente affidabili e permettono la conferma della presenza dell\u2019infezione in tempi pi\u00f9 rapidi rispetto alla prova colturale. Sono attualmente utilizzate anche a scopo identificativo e\/o di tipizzazione dei ceppi isolati in alternativa ai metodi biochimici tradizionali per la loro maggiore rapidit\u00e0 e capacit\u00e0 differenziale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Maggiori informazioni sui test diagnostici diretti e sul loro impiego sono riportate nell\u2019Allegato 2A al DM 2 maggio 2024.<\/p>\n<p><strong><em>Profilassi<\/em><\/strong><br \/>\nIn Italia \u00e8 dal 1964 che, accanto alle norme semplicemente repressive del regolamento di polizia veterinaria, sono state emanate disposizioni per l\u2019esecuzione di un piano di sorveglianza ed eradicazione degli allevamenti bovini dalla tubercolosi, rese obbligatorie nel 1977. Il <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/atto\/serie_generale\/caricaDettaglioAtto\/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2024-06-29&amp;atto.codiceRedazionale=24A03318&amp;elenco30giorni=true\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">D.M. 2 maggio 2024<\/a>, attualmente in vigore, stabilisce le misure sanitarie da applicare agli allevamenti bovini e bufalini con l\u2019obiettivo di eradicare la malattia ai fini della salute pubblica e della protezione degli allevamenti ufficialmente indenni.<\/p>\n<p><em><strong>Per saperne di pi\u00f9<\/strong><\/em><br \/>\nPagine sulla tubercolosi bovina del <a href=\"https:\/\/www.woah.org\/en\/disease\/bovine-tuberculosis\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">WOAH<\/a><\/p>\n<p>Pagine sulla tubercolosi bovina del <a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/sanitaAnimale\/dettaglioContenutiSanitaAnimale.jsp?id=262\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ministero della Salute<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.izs.it\/BENV_NEW\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario<\/a> (dati e mappe, territori indenni)<\/p>\n<p>Aggiornato: 06\/08\/2025<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Tubercolosi Bovina (bTB) \u00e8 una malattia infettiva ad eziologia batterica, ad andamento cronico, che determina nell\u2019ospite lesioni nodulari di tipo granulomatoso, conosciute come \u201ctubercoli\u201d localizzati in diversi sedi: linfonodi, polmoni, intestino, fegato, milza pleura e peritoneo. 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