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Ultimo aggiornamento: Tuesday 12 February 2019
SOSTANZE INIBENTI    versione testuale





Parametro sanitario per eccellenza e direttamente collegato alla salute pubblica, rispetto agli altri parametri Normativi, costituisce da sempre il sistema di controllo di screening della presenza di residui di farmaci ad azione antibatterica nel latte (antibiotici e sulfamidici); rilevante anche per le interferenze che può determinare in fase di caseificazione sulla vitalità dei microrganismi componenti la flora lattica filocasearia.
Per le finalità del pagamento in base alla qualità non vengono definiti il tipo di residuo o la concentrazione delle molecole, ma attraverso il Primo Acquirente del latte (responsabile alla relativa comunicazione ai Servizi Veterinari ASL) vengono attivati gli interventi di verifica e controllo sia sui prodotti caseari che sulle successive mungiture.
 
Riteniamo molto importante sottolineare che questo tipo di controllo non sostituisce quello messo in atto dai singoli acquirenti del latte in fase di ricevimento ( e ovviamente nemmeno quello che il singolo allevatore attua prima della consegna del latte) che sono parti fondanti dei loro sistemi di Autocontrollo; va infatti considerato che una verifica di questo tipo attuata 2 o 4 volte al mese (sebbene con campione a sorpresa) non può da sola costituire la garanzia assoluta di controllo e prevenzione previsti dai Regolamenti Europei, per la salubrità dei prodotti alimentari. L'obiettivo principale di questo controllo è quindi quello di individuare (meglio sarebbe dire monitorare e quindi ottenere indicazioni sulla frequenza del fenomeno) quei casi, ormai piuttosto rari, in cui il sistema di autocontrollo presenta delle falle (per errori gestionali, errori di utilizzo del farmaco, o comportamenti volontariamente irregolari).
 

Il fatto che nei casi di positività vi siano anche conseguenze economiche per il produttore (in funzione delle diverse tipologie di contratto di compravendita) rappresenta quindi un elemento accessorio, seppur di notevole impatto, rispetto allo scopo principale che è dunque quello di verificare l'efficacia dei sistemi di autocontrollo che produttori e acquirenti mettono in atto e di fornire ai Servizi Veterinari l'indicazione rapida e puntuale sui momenti in cui eseguire i controlli aggiuntivi e di verifica sulle produzioni e sui punti deboli del sistema di garanzia della salute del consumatore.
 


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La percentuale di positività, già ridotta rispetto a quello che si osservava nei decenni passati, mostra anche nel 2018 una significativa riduzione che conferma ulteriormente quanto considerato qui sopra. Val la pena di ricordare infatti che, al di là dell'incidenza percentuale, le osservazioni di positività riguardano oggi meno di 100 campioni/anno rispetto a 96.000 campioni analizzati; nei primi anni 2000 le percentuali risultavano circa doppie con un totale di oltre 600 casi di positività nel solo 2003.

A nostro avviso questo risultato è solo in parte da collegare a minor utilizzo di sostanze farmacologiche ed in particolare ai trattamenti antimastite che è comunque in corso (ma che dipende molto anche dalle condizioni climatiche del periodo estivo più o meno favorevoli l'insorgenza di forme cliniche di mastite).  Siamo infatti convinti che questi risultati derivino fondamentalmente da: efficacia del controllo ufficiale messo in atto tempestivamente a seguito delle segnalazioni di positività da una parte e, crescita professionale da parte degli allevatori nelle modalità di esecuzione delle terapie e di gestione interna della mandria dall'altra.
 
Indipendentemente dalle considerazioni precedenti riteniamo comunque fondamentale sottolineare l'enorme rilevanza di disporre di un osservatorio continuo, diffuso, imparziale e complessivamente efficace su questo parametro forse più che su altri, grazie al mantenimento del sistema di pagamento latte qualità regionale. Tale sistema infatti non si sostituisce ne all'autocontrollo classico ne al controllo ufficiale ma supporta ed alimenta di informazioni fondamentali ambedue i sistemi.