
Il Ministero della Salute ha comunicato la conferma di un caso positivo di rabbia nel Comune di Vittorio Veneto (TV). La positività al Lyssavirus, responsabile della rabbia negli animali e nell’uomo, è stata accertata il 28 maggio 2026 dal Centro di Referenza Nazionale per la Rabbia.
Le analisi genomiche hanno evidenziato una forte similitudine con i ceppi virali circolanti in Marocco, Paese dove la rabbia è endemica. Il cane, proveniente dal Marocco, era stato introdotto in Europa nel dicembre 2025, arrivando in Spagna per poi raggiungere l’Italia, senza rispettare le procedure previste dalla normativa UE per l’ingresso da Paesi terzi ad alto rischio.
Nei giorni precedenti la comparsa dei sintomi — tra cui forte aggressività e clonie agli arti anteriori — l’animale ha avuto contatti con altri cani e persone. La nota segnala che attualmente 10 cani sono sospettati di esposizione e che più di 20 persone hanno avuto contatti a rischio, tra cui la stessa proprietaria dell’animale, attualmente sottoposta a profilassi vaccinale.
Il 28 maggio si è riunita l’Unità di Crisi Centrale, che ha disposto l’osservazione sanitaria di 6 mesi per i cani esposti, la vaccinazione antirabbica obbligatoria per tutti i cani e gatti presenti nel Comune di Vittorio Veneto e campagne informative rivolte alla popolazione.
Durante la stessa riunione è stato discusso anche un caso sospetto in un gatto, anch’esso proveniente dal Marocco e introdotto irregolarmente da turisti.
Il D.Lgs. 136/2022 impone l’obbligo di notifica immediata alle ATS competenti dei i sospetti di rabbia e degli episodi di morsicatura.
Per approfondire le norme sulla movimentazione non commerciale di cani, gatti e furetti, è possibile consultare il portale della Commissione Europea.
